Osservatorio Musei

Alcune riflessioni sulla scheda utilizzata e sui risultati finora  ottenuti

Immagine1

La divisione della scheda in otto settori corrisponde agli ambiti di riferimento degli standard museali previsti dal D.M. 10 maggio 2001. Nella sua versione definitiva, la scheda presenta anche due  schermate introduttive che consentono, in primo luogo, di selezionare l’istituzione prescelta per denominazione, comune, provincia o classificazione ISTAT quindi di ottenere le “generalità” del museo selezionato. E’ stata nostra intenzione, infatti, consentire all’utente d’individuare immediatamente:

1) la denominazione  dell’ente ( quella ufficiale ma anche quelle eventualmente attribuitegli dalla tradizione);

2) la sua localizzazione;

3) le modalità di apertura e d’ingresso

Immagine2

 

Rispettando la successione prevista dal Decreto Ministeriale 10 maggio 2001 ma anche perché convinti della necessità di “tipizzare” l’istituto museo dotandolo, laddove ne sia privo, di uno statuto o di un regolamento, abbiamo previsto come prima sezione lo Status giuridico. L’eventuale regolamento o lo statuto ma anche la “mission” dell’istituzione museale catalogata hanno avuto per noi un ruolo primario. Spiace dover ammettere che questo settore, a conferma comunque di un dato tutto italiano, è rimasto troppo spesso vuoto.

Immagine3

All’assetto finanziario del museo e alla individuazione di voci di bilancio autonome è stata dedicato il secondo ambito, quello sul quale stiamo riflettendo di più anche alla luce dei dati emersi dall’indagine. Catalogando soprattutto musei che sono parte integrante di un ente, i cosiddetti “musei ufficio” o istituti per nulla “istituiti” , i campi previsti dalla nostra scheda si sono rivelati inutili o quanto meno troppo “ottimistici”. Stiamo valutando ora la possibilità di apportare modifiche all’intera sezione  e di semplificare l’indagine.

 Immagine4

 

L’ambito “strutture” è ampiamente ispirato al dettato dell’atto d’indirizzo ministeriale. I campi riservati alla destinazione originaria della sede, alle sue trasformazioni in funzione museografica, agli spazi e alle strutture di servizio sono legati al presupposto che  “il museo è tenuto a garantire che le sue strutture siano adeguate alle funzioni cui sono adibite, in conformità alla politica ed agli obiettivi educativi e con riferimento alle esigenze delle collezioni, del personale e del pubblico”.  Credo sia inutile sottolineare che, anche per questa sezione, i dati hanno lasciato emergere in tutta la sua drammaticità la frequente mancanza di un serio progetto espositivo che spinge a creare malconci depositi in locali inadatti, per la velleità di comuni o associazioni di possedere un proprio museo. La negatività dei dati della terza sezione è strettamente legata all’assenza di risposte per la quarta,  quella dedicata al personale, e per la quinta, relativa alla sicurezza del museo. Per quel che concerne il personale domina  la carenza di personale direttivo e di altri profili professionali necessari alla corretta gestione dei musei locali; prevale un volontariato spesso non coordinato e domina, soprattutto, la precarietà degli incarichi. “La definizione di strategie di sicurezza, è stato detto, parte dalla conoscenza dei dati e delle singole realtà costruite, poiché solo attraverso una corretta e coerente rappresentazione dell’oggetto dell’analisi possono essere progettati in modo mirato misure preventive, di compensazione e di mitigazione dei rischi”. La conoscenza dei dati è del personale scientifico del museo. Si capisce, dunque, la negativa interdipendenza tra i due settori ma anche, in taluni casi, il nesso  con l’esiguità dei fondi a disposizione dell’istituto.

 Immagine5 modificata   Immagine8 modificata

 Conferma la ricchezza del nostro territorio la sezione dedicata alla Gestione e cura delle collezioni “elemento costitutivo e ragion d’essere di ogni museo”. Questa  sezione, com’era comprensibile, ha richiesto, oltre ad un’analisi dell’esistente, una corretta indagine storica – critica che indicasse l’origine e la descrizione della raccolta. I dati non sono stati sempre completi e soddisfacenti ma , almeno in questo caso, possiamo dire di aver raccolto materiale utile ad approfondire la ricerca in direzione dello studio della cultura da cui molti dei nostri musei sono nati.

Il pubblico e le notizie sulla esistenza di strutture scientifiche e didattiche ( laboratori, archivio, biblioteca, ecc.) ; sui rapporti dell’istituzione con tutte le forze operanti  nel territorio ( attività conoscitive, promozionali, mostre, ecc.) e, in particolare con gli enti territoriali in funzione della redazione degli strumenti urbanistici ( piani regolatori, piani particolareggiati ecc.) hanno concluso la nostra struttura dati sorretta dall’ idea di museo come “istituzione permanente, senza scopo di lucro, al servizio della società e del suo sviluppo aperta al pubblico, che compie ricerche sulle testimonianze materiali dell’uomo, le acquisisce, le conserva, le comunica e soprattutto le espone ai fini di studio, di educazione e di diletto”.

Merita comunque di essere ricordato che per l’ indagine non sono state poche le difficoltà incontrate. E non solo a causa della difficoltà d’individuare i musei (i repertori di partenza davano molto spesso nomi e indirizzi sbagliati, indicavano come aperti musei mai inaugurati, chiusi o smembrati da anni).Trovato l’istituto, diventava in molti casi complesso individuarne i responsabili, far capire la necessità e lo scopo del progetto, provare ad avere notizie chiare e inequivocabili sullo status giuridico del museo e tentare di conoscerne la dotazione di personale. Inutile parlare poi della pressoché totale chiusura rispetto al quadro economico e la precarietà delle indicazioni sul pubblico dei visitatori. Il quadro che sta emergendo, resta, nonostante tutto, ancora molto frammentario, ma è stato comunque fatto il tentativo di enumerare i musei al 2013, denominarli correttamente, localizzarli con precisione, definirne la tipologia secondo i dettami dell’Istat e precisare, laddove sia possibile, la loro esistenza in vita come musei dotati di statuto o regolamento.

Immagine6     Immagine7

 Immagine9     Immagine10